giovedì 17 maggio 2018

La guida ed il turista

Si narra d’un turista sventurato
il quale, giunto su per la scalona
in vetta alla città di San Miniato,
alla maestosa Rocca s’appassiona!
Peccato che, nel mezzo del gran prato,
gli capita una guida un po’ burlona:
«Permette una domanda?» «Sì, mi dica!»
«Ma questa vecchia torre è proprio antica?»


La guida, assai beffardamente, esplica:
«La Rocca compie adesso ottocent’anni
ma la vetusta età dimostra mica;
l’aspetto così sano non v’inganni!
L’imperator, iddio lo benedica,
sul colle la innalzò con grossi affanni;
intatta veglia ancor sul guelfo regno
e custodisce, della storia, il pegno.


Al pian terreno serbasi il disegno,
del cancellier Corrado è quel che resta;
al primo piano v’è lo scranno in legno
che narra de’ Vicari l’alte gesta;
secondo piano: sul mattone, un segno:
Pier delle Vigne, lì, sbatté la testa!
Al piano terzo s’accasò il Mercati
nel tempo della proprietà a’ privati.


Al quarto piano son gl’innamorati,
un canto di cuculo il cuor gli afferra;
anche il Carducci e, come lui, altri vati,
il cuore abbarbicò, su questa terra!
Infine, in cima, a’ nobili loggiati,
un faro ci rammenta della guerra:
illumina il Valdarno e l’Appennino
e, non di men, la via del pellegrino!»


Così la guida, in vesti d’Arlecchino,
si prende gioco assai del forestiero
ma quando lui gli chiede il patentino,
si sbriga a rivelar il fatto vero:
«La Rocca che t’adombra qui vicino
è tanto antica quant’io son sincero!
Perciò ti dico, senza messinscene:

Ha sessant’anni e se li porta bene!»

Deluso va, il turista, da ‘n do’ viene;
la guida tuttavia lo ‘nvita a gloria:
«Se pur venne rifatta, ti conviene
salire e rievocar la sua memoria;
sol da lassù vedrai le valli amene
ed ogni luogo in cui passò la storia!
Ammira l’orizzonte, il guardo blocca,
ti scoprirai amante della Rocca!»




venerdì 29 dicembre 2017

Il cammino degli artisti

1.
Prolifico è il cammino della storia
di San Miniato, allor che fu castello,
gl’imperator lo cinsero di gloria,
de’ Papi fu talor discreto ostello;
per secoli ha serbato la memoria
di chi s’adoperò per fare il bello:
Gli artisti del passato e del presente;
quanti germogli die’ la sua semente!

2.
Là s’intrecciò il cammino di Clemente,
pontefice nel tempo di Lutero,
del “sacco” la ferita era dolente,
incerto l’avvenir del mondo intero;
per ritrovar la fede nella gente
partì da Roma verso il sacro impero
e quando mezza strada ebbe passato,
lì s’albergò, sul colle, a San Miniato.

3.
Il popolo l’accolse, impressionato
da quelle carovane rosse e gialle,
s’aprì le porte al gonfalon crociato,
dell’imperial palazzo a mira valle;
Clemente avea de’ Medici il casato,
congiure e umiliazioni sulle spalle
e un sogno da affrescare nel destino
per mano, come lui, d’un fiorentino.

4.
Geniale ed irrequieto fu il cammino
di quell’artista dall’eccelse doti,
scultore, gran pittore e poeta fino,
i suoi capolavori già ben noti;
gli giunse la missiva in un mattino:
«Il Papa vuol parlar col Buonarroti.»
Già cavalcava verso il fortilizio
con il pensier al prestigioso uffizio.

5.
Fu quel, per Michelangelo, l’inizio,
dell’opra che racchiude il bene e il male,
l’immagine solenne del “Giudizio”
ch’è degno di chiamarsi “Universale”;
eppur, se San Miniato fu l’ospizio
di quell’incontro a’ posteri speciale,
della memoria resta voce oscura
sotto le volte e le possenti mura.

6.
Prezioso è il tempo di chi prende cura
d’un luogo ancora intriso di domande,
già pronto ad ospitar con più premura
i pellegrini nelle sue locande;
verranno ad adorare la creatura
col suo mistero prodigioso e grande,
in quel cammino, donde si son mossi
i sogni dell’artista Mario Rossi.

giovedì 26 gennaio 2017

Marconi

In una bella tosca cittadina
arriva un dì Guglielmo di’ Marconi
cercando un loco in cima alla collina
dove sperimentar le su’ invenzioni;
il Sindaco consulta la cartina,
e sopra il Poggio mura du’ mattoni
lontano da’ palazzi signorili
accenderà la radio senza fili.

Lassù, tra que’ leggiardri e bei profili,
Marconi ci sta bene e si rilassa
ma poi, sfioriti i fasti giovanili,
un dì la trasmissione gli si scassa.
«È colpa – dice – di que’ campanili
o forse della Rocca che fa massa!»
Marconi vien cacciato via lontano
in cerca d’altro loco, giù nel piano!

Tra quel distributore di metano,
la ferrovia e una comoda bretella,
c’è un capannone di seconda mano
con una salatissima parcella;
Marconi se lo compra come sano
ma dopo un po’ di tempo si “sfondella”,
di trasferirsi ancora gli hanno imposto
ma su in collina, ormai, non c’è più posto!

La convivenza allor gli vien proposto,
Carlo Cattaneo ha libera una stanza
ma, al patriota, il fisico ha risposto:
«Rimango solo un poco qui in vacanza
poi giù nella pianura ancor mi sposto,
precario ma con sempre la speranza
di costruire un giorno benedetto
la giusta sede adatta al mio diletto!»

A sceglier quale sia il miglior progetto
vengon chiamati illustri professori,
escluso è ritornar su quel poggetto
e tra le conce, là, c’è certi odori…
Ma, dice, stian vendendo un palazzetto
con un terreno ‘n do’ ci fanno i fiori,
vicino c’è un antico Fonte vivo
e il sindaco ha già pronto il preventivo!

Marconi, malinconico e passivo,
dal suo rifugio sempre temporaneo
mentre di ruspe attende ormai l’arrivo,
telegrafa all’amico suo Cattaneo:
«Che dicono sul colle mio nativo?
Mi voglion sempre o sono ormai un estraneo?»
«È giusto rispettar le decisioni
ma sì, ci mancherai, caro Marconi.»


mercoledì 23 novembre 2016

Sì o No

Stanotte ho fatto un sogno.
C’era una grande riunione familiare nella quale il capofamiglia rivolse ai figli una questione: «Da un po’ di tempo in questa famiglia non si riesce a prendere decisioni perché ci sono troppi contrasti al suo interno, per questo motivo abbiamo pensato di cambiare le regole familiari. Siete favorevoli a questo cambiamento?»
Un figlio rispose:
«Voi siete la mia famiglia; io mi fido di voi, quindi se ritenete sia giusto cambiare le regole io vi dirò di Sì.»
Un altro figlio ribatté: «Anch’io mi fido di voi, ma visto che ce lo chiedete, vorremmo sapere nello specifico in cosa consiste questo cambiamento, altrimenti io vi dirò di No.»
Al che il capofamiglia aggiunse: «Se sarete favorevoli, la maggior parte delle decisioni che riguardano la famiglia saranno prese da un unico genitore anziché da entrambi; l’altro genitore sarà sostituito da certi zii decisi da noi, ma solo per determinate questioni; inoltre sarà abolito uno dei nonni. Siete dunque favorevoli?»
Un figlio rispose: «Ribadisco che mi fido di voi, quindi se ritenete sia giusto cambiare in questo modo le regole, io vi dirò di Sì.»
Un altro ribatté: «Anch’io mi potrei fidare, però non avendo esperienza nella gestione di una famiglia, come faccio a sapere se questo cambiamento porterà davvero a un miglioramento? Forse sarebbe giusto che ognuno di voi parenti ci dicesse il proprio pensiero e ci desse un consiglio, altrimenti io vi dirò di No.»
Al che, genitori, zii e nonni iniziarono a esporre le proprie ragioni in maniera molto accesa, fino al punto di arrivare ad insultarsi reciprocamente e qualcuno minacciando addirittura di lasciare la famiglia se non si fosse accettato il cambiamento.
Alla fine i figli si fecero un’idea, così votarono per la proposta e... niente, a quel punto è suonata la sveglia, il sogno s’è interrotto e non so dire cosa sia poi successo.
Ma, in fondo, sarebbe cambiato qualcosa?