lunedì 8 giugno 2026

Accademico piccione

In testa all'accademico portone,
a destra, c'è una comoda buchetta,
è lì che s'è annidiato un bel piccione,
degli Euteleti funge da vedetta;
e mentre loro, senza connessione,
non sanno ove piazzar la "saponetta",
costui, sebbene poco intelligente,
sarebbe, socio, un buon... corrispondente!

venerdì 8 maggio 2026

Mamma

Quando la mamma a me, figliolo, chiede
di ritornar nel loco ov'ella è stata
bambina a immaginare, spensierata,
il dì che le portò fiducia e fede,

allor ne' suoi pensieri si rivede
fanciulla dalla vita disagiata
ma ad essa vita stessa giusta, grata
per più di quello ch'ebbe, quanto diede.

Frattanto volta pagina al quaderno
del mio domani, mentre 'l giorno infiamma,
per ritornarvi ancor sicuro perno;

così risolve il facile anagramma
mistero d'un amore sempiterno,
colei che, come te, si chiama mamma.

domenica 22 febbraio 2026

Dove friggono i ranocchi

1.
S’apre il sipario, arrivano gli attori,
inizia uno spettacolo giocondo,
un benvenuto a voi, dame e signori,
pur detti fanse, già, di tuttimmondo!
Comincia la commedia degli amori
o il dramma impenetrabile e profondo,
comunque è una fortuna per chi assista,
l’entrata in scena del protagonista!

2.
C’è Massimo Valori, è lui l’artista,
un uomo che bollare non saprei:
attore, autore, interprete, regista,
scrittore e vincitore di trofei;
con noi oggi festeggia una conquista
perché egli è nato nel sessantasei,
l’anno dell’alluvione fiorentina,
e in Inghilterra era Pelé, regina!

3.
Passava ogni sua estate fanciullina
in Friuli dove friggono i ranocchi,
a Ruda dalla nonna Caterina
al tempo di piacevoli balocchi
e poi, da grande, la memoria fina
gli rammentò di quel lume dell’occhi...
con questa storia, dopo, vi delizio,
intanto, ripartiamo dall’inizio!

4.
L’alunno Massimino, ancor novizio
mostrava già sue doti eccezionali;
chi se n’accorse e ne plasmò il giudizio
fu il suo maestro, tal Danilo Scali;
peccato sia rimasto solo sfizio
l’amore per le lettere speciali,
invece di far fulgide carriere
divenne un salariato ragioniere!

5.
Fu militare in Friuli per dovere
e della guerra è ancora appassionato,
altra passion trovò nelle balere
ballando il liscio, ha pure gareggiato,
ancora, una passion lo fa godere
ma solo quando vince in campionato
la squadra del suo cuore, pur se un gioco
per l’Empoli ritorna a casa fioco!

6.
Mangia di tutto, basta non sia poco,
che sia toscano e sia parecchio unto,
divora tutto ciò che sta sul fuoco,
per le tartine l’estasi ha raggiunto,
capace di mangiare pure il cuoco
se con la maionese vien congiunto
e, per finir di soddisfar sue voglie,
gelato a volontà e millefoglie!

7.
Nel suo passato c’è più d’una moglie
ma nel presente un solo sentimento;
quando ci pensa, il cuore suo si scioglie,
per lei un giorno pronunciò, contento:
“è come l’universo che raccoglie
la luna, il sole e tutto il firmamento”
di questa frase, è bella ogni parola
come Ginevra, ch’è la sua figliola!

8.
Ha gusti musicali vecchia scuola
e dei Pink Floyd venera la gloria,
di quelli d’oggi, nulla gli sfagiola
e guarda i film basati sulla storia;
magari dove taglian qualche gola
però, poi, Pretty Woman sa a memoria,
vacci a capir qualcosa nel bordello
d’idee che stanno dentro il suo cervello!

9.
Distratto come il volo d’un uccello,
si scorda d’ogni cosa fin da adesso
e quando al promemoria fa l’appello,
si scorda del perché l’aveva messo!
Se dice “lo farò più tardi, quello”
nemmen dopo dieci anni torna impresso
ma il cuore è buono e l’indole gentile,
si mette in gioco e mai si mostra ostile!

10.
All’ombra dello stesso campanile
c’è Barbara, compagna e spasimante;
con lei ha passato tutte le trafile,
più di trent’anni a recitar, costante;
il babbo Mauro già notò lo stile
e gli affidò la parte più importante
così, con il teatro e la sua dama,
giorno per giorno, guadagnò la fama!

11.
Ricorda quando il pubblico lo acclama
col personaggio ingenuo Battistino
che dell’amor d’Eufemia aveva brama
e per domarla usò lo zuccherino!
Ma lui covava in mente un’altra trama,
a far l’autore lo segnò il destino,
con dodici commedie e farse varie
porta sul palco cose straordinarie!

12.
E non scordiam le doti letterarie,
ha scritto un bel romanzo giallo-rosa
e pur se non è avvezzo a darsi arie,
lui sa che quella storia è favolosa;
poi, visto che altre genti eran contrarie,
anche regista diventò e la cosa
bisogna dirla tutta in modo onesto,
il buon Valori, è bravo pure in questo!

13.
Oh Massimo ti porgo questo testo
sperandoti di far cosa gradita;
sono sicuro apprezzerai il mio gesto
e che lo serberai tutta la vita
e so che quando torneremo, presto,
sul palco, nostra zona preferita,
non servirà copione né costume,
ci basterà, dell’occhi, avere il lume!



Per i 60 anni di Massimo Valori

martedì 3 febbraio 2026

La consulta della candelora

Iersera alla Consulta d'Edoardo
nel Cheli si schierò tutta la Giunta
davanti a un uditorio bello “cardo”
pien di discorsi e di vergogna punta!
Inizia come sempre un po’ in ritardo
ma ad ogni tema mette poi la spunta:
parcheggi, frane, piazza, confusione
e l’ascensore guasto del Cencione!

Per ogni male, Greco ha soluzione:
d’estate pianteranno du’ paletti
sperando non gli frani più i’ ciglione
e che gli arrivi i soldi de’ progetti!
Pe’ i’ chiasso? non ci fu segnalazione
e par che ognun la legge già rispetti…
dice il Giglioli all’assemblea dubbiosa 
che immaginava tutt’ un’altra cosa!

La piazza? tornerà più decorosa:
a primavera forse gli riesce
di mette una fioriera rugginosa
ché sulla pietra, l’erba non ci cresce!
Pe’ parcheggia’? la Vice dice estrosa
sul Corso, sì, però a lisca di pesce…
e guai a chi il parcheggio fa selvaggio,
c’è un carr’attrezzi pronto al decollaggio!

Pe’ l’ascensore, fermo ormai da maggio,
hanno stanziato tutte le risorse,
c’è entrata l’acqua dentro l’ingranaggio
ma tempo poo riparte… dice… forse!
A rimontarci ci vorrà coraggio
quando su e giù riprenderan le corse,
pensa la gente sempre titubante
con quei che fanno orecchio da mercante!

La voce che fra tutte è più tonante
è senza dubbio quella della Fiaschi
che notti in bianco n’ha passate tante 
e un vole fa’ la fine de’ fuggiaschi!
Quando i’ Gozzini spiega in un istante
col su’ bilancio quant’eurini intaschi,
gli dice “bravo bimbo! t’ho badato…”
è mezzanotte… a nanna San Miniato!

giovedì 25 dicembre 2025

La saponetta

Che ci puoi far con una saponetta…
Lavare via i dispetti dalle mani,
che han fatto ieri, che faran domani
e forse fai adesso… dunque aspetta!

Strofina quelle dita senza fretta
e quando, palmo a palmo, vi rimani,
si scioglieranno quei pensieri strani,
la pelle mai restò più chiara e netta.

È questo tutto ciò che vo’ augurare,
un gesto naturale di bellezza,
un gesto di sereno benestare;

con quella saponetta, dunque, apprezza
quel che le mani sanno poi donare…
l’amore d’una semplice carezza.

venerdì 5 dicembre 2025

Per i tre anni di Lorenzo

Un giorno imparerai tante parole
che, messe in fila, ci saran comprese
e quei che dicon ora… “par cinese!”
ringrazieranno chi inventò le scuole.

Un giorno leggerai queste poesiole
dettate da uno zio, senza pretese
e quel che (penserai) non ti sorprese,
al cuor darà calore, più del sole.

Un giorno affonderai nel mare, a fondo,
un altro salirai sul monte, in cima;
imparerai com’è infinito il mondo.

Meriterai rispetto, onore, stima
e quella storia che farà da sfondo
un giorno scriverai, magari in rima.

giovedì 11 settembre 2025

Guide Vaganti

1.
Si narra la vicenda appassionante
di quattro carinissime ragazze
che, pria del ventidue, negli anni avante,
non s'eran viste mai per strade o piazze;
non stava, l'un dall'altra, poi distante
ma le lor vite avean diverse razze,
chissà se il fato od entità divina
medita prima, quel che poi destina!

2.
Le quattro bimbe sulla quarantina
si ritrovaron nella stessa stanza
con la comune voglia repentina
d'aprire nuova via all’età che avanza:
“piacere, Dania, piacer mio, Martina,
piacere Gemma, piacer mio, Costanza”
e toste, principiaron le lezioni
per diventare guide da escursioni!

3.
Passaron nove mesi di passioni
durante i qual, magnifica alchimia,
l’impegno, con fatiche e dedizioni,
si muta, l’un per l'altra, in simpatia
e ognuna, pur diverse le ragioni,
scoprì d'aver percorso stessa via
verso un’idea confusa nella mente
che tuttavia pareva divertente!

4.
Finì, con l’anno, il corso e finalmente
ottennero il diploma tanto ambìto
restando con un dubbio impertinente:
“che me ne faccio, or ch’è tutto finito?”
Il treno, come capita sovente,
va preso al volo pria che sia partito
così, trascorso solo qualche mese,
il gruppo, a ritrovarsi ancor s’intese!

5.
Tra un té alla menta e un piatto tofunese,
l'astratta idea trovò realizzazione
quando Costanza alle colleghe chiese:
“allora, la facciam l’associazione?”
Seguirono altri incontri a più riprese,
nello statuto scrisser la missione
infin, con voto unanime e sognanti
scelsero il nome e fu “Guide Vaganti”!

6.
Il ventisette maggio, spumeggianti
partiron dagli scogli a Calafuria
con numerosi amici ed eran tanti,
fu quello il primo trekking, che goduria!
E là promiser che negli anni avanti
ci torneranno sempre, senza incuria,
a ricordar l'avvio dell'avventura
che gli donò, l’amor per la natura!

7.
Organizzar cammini è cosa dura,
richiede tempo libero e memoria,
van fatti sopralluoghi con gran cura,
c'è da studiar la geografia e la storia;
ma tutto questo non gli fa paura
ché come ricompensa c'è la gloria
e l’energia trasmessa e positiva
di gente soddisfatta e ancora viva!

8.
Da allora van con ogni comitiva
per fiumi, laghi e magiche cascate,
de’ monti in cima, al mare sulla riva,
autunno, inverno, primavera, estate;
un po’ di yoga, qualche iniziativa,
gite di scuola e ottave improvvisate,
dalla Maremma fino alle Apuane
per il Valdarno e l’ isole toscane!

9.
Vivaci fiori, boschi, mura urbane,
monumentali gli alberi sul colle,
i ruderi di civiltà lontane
e un termos di caffè nelle tracolle;
stelle cadenti, genti molto strane,
le sbornie con la birra di Serpiolle,
indovinelli, burle e scivoloni,
risate ed ogni sorta di emozioni!

10.
Cosa faran domani, non siam buoni
a immaginar quel che gli passa in testa,
se diverrà un lavoro e fan milioni
oppure un hobby, come adesso, resta;
ci basta un calendario di escursioni
mese per mese e ancor faremo festa
e che rimanga l'unico dilemma:
partir con Dania, Costy, Marty o Gemma?

mercoledì 9 luglio 2025

Classic Pop

Sono a narrar d’un gruppo di cantanti
sì come ce ne sono da ogni parte
però codesti son di tutti quanti
migliori nell’adoperar quell’arte;
intanto c’è da dir che sono tanti
e ci hanno un nome scritto sulle carte,
son già dieci anni ch’è dovunque in ballo:
i Classic Pop… di via Capocavallo!

Se pensi ad un’orchestra, cadi in fallo,
non suonano chitarra o batteria
ma cantano dal liscio al rock metallo
e alla consolle ci son Luca e Lucia;
che seguon dalla sigla all’intervallo,
le luci, mix, microfoni e regia
coi tecnici, a montar con proprie mani,
Mariano, Andrea e Luca Veridiani!

Gridato il “merda”, ormai secondo i piani,
i Classic sono pronti a pigliar fasti
e come non ci fosse più un domani
sul palco sale il conduttore Masti;
la solita battuta sugli anziani
e poi dà sfogo a’ pochi ormon rimasti
chiamando accanto a sé, il presentatore,
Matilde e Joyti in tutto il lor splendore!

Da lì in avanti per un paio d’ore
è tutto un susseguirsi d’emozioni,
c’è un tema come filo conduttore
che puoi goder non sol con le canzoni;
scenografie e costumi dàn colore
per uno show ch’è senza paragoni,
curato nei dettagli più minuti
dalla maestrina Giulia Benvenuti!

Arrivano i cantanti compiaciuti,
principiano a intonare i motivetti,
in rima ve li rendo conosciuti
a cominciare intanto dai maschietti;
il primo cui rivolgo i miei saluti
è forse quel che meno te l’aspetti
perché lavora in banca ma ha per vizio
cantare non per soldi ed è Fabrizio!

Ed ora lo spettacolo abbia inizio,
dalla platea si levi forte un grido
quando sul palco sale su quel tizio
che par Tony Manero, invece è Guido;
e poi, se proprio vuoi levar lo sfizio,
il sogno d’ogni femmina ti affido
intona un “bamboleo” ch’è senza pari
e danzan tutti con Andrea Di Bari!

D’ogni teatro si aprono i sipari
al cantautore che tra un po’ vi dico,
i suoi vocali paion notiziari
ma quando canta fa sognare, Enrico;
e se vuoi rider come coi giullari,
c’è un personaggio ch’è di tutti amico,
pare un fornaio ma Alessandro Pucci
sforna battute invece dei cantucci!

Finisce dunque a vino e tarallucci
dei Classic la compagine maschile
di cui bisogna dir, nessun si crucci,
ci sanno fare ed hanno garbo e stile;
ma d’ora in poi in un angolo s’accucci
perché ho da presentare nel cortile
color che son davvero le colonne
del gruppo ovverosia le donne!

Quand’era in fasce ancor col biberonne
l’Aida già cantò alla parentela
ed or che porta pantaloni e gonne
si veste ancor da mummia ed è Michela;
poi c’è chi può passar la notte insonne
da Pipitone a lume di candela
e, del concerto, ancor l’adrenalina
si gode con la compagnia, Marina!

Arriva adesso questa sorellina
e pensi che cantar non le riesca
ma scopri nel guardar tant’è carina
la voce melodiosa di Francesca;
poi giunge lei, con passo da regina,
con l’eleganza e la bellezza fresca
e stai attento che neppur ti avvisa,
tu vedi la Madonna, con Elisa!

Or si presenta rapida e improvvisa
codesta meraviglia di persona
tra le cicale fa venir le risa
e il pubblico già balla con Simona;
infine la più giovane e precisa
sale sul palco e la sua grinta dona
e dato che il suo nome non fa rima
vi dico questa è Ambra e faccio prima!

Come d’un monte quando sali in cima
e incontri il vero senso della vita
ecco quassù chi merita la stima
d’ogni persona dianzi riferita;
perciò lasciate che gran gioia esprima
nel dedicare questi versi a Rita
ché grazie a lei la musica ci piglia
e ci riunisce come una famiglia!

Vorrei concluder questa meraviglia
citando anche color che han meno spazio
le mogli, i fidanzati, figlio e figlia,
la Monia con appresso Gino e Orazio;
Daniele che ci scatta e ci ripiglia,
Giovanni che ci rende il cuore sazio,
insomma tutto questo ben di Dio
di cui, per grazia, faccio parte anch'io!

venerdì 21 marzo 2025

Colui che non sapeva dir di no

Si narra questo fatto un po’ ridicolo
e che a qualcun potrà sembrar non vero,
non corre, chi ci crede, alcun pericolo
e tutt'al più cadrà, di giù dal pero;
c'è un uomo che passeggia lungo un vicolo
di cui si può giurar che sia sincero
ma difettoso iddio lo generò,
perché non era idoneo a dir di no!

Quando comparve in questo luogo vivido
in cui girella ognor così giocondo,
volle provar senza timore il brivido
di far quante più cose sono al mondo;
come le botte, quando lascian livido,
pigliò un'idea da tutti nel profondo
e a chi qualcosa in cambio domandò,
rispose sì, non conosceva il no!

Col tempo, quella insolita abitudine
divenne da gestire un gran bordello,
pareva intrappolato sull'incudine
a prender tutti i colpi del martello;
temendo di soffrir di solitudine,
usava prima il cuore, poi il cervello
e forse qualche d'un s'approfittò,
dell'avversion ch'avea nel dire no!

Non gli giovava né teoria né pratica
per imparare l'arte del rifiuto,
studiava giorno e notte la grammatica
ma della nota sillaba, era muto;
fra tutte gli restava più antipatica,
peggior che trattenere uno starnuto,
partiva con “ci penso, ancor non so”
e poi alla fine non diceva no!

I giorni suoi divennero frenetici,
sia fossero feriali sia festivi,
impegni letterari ed aritmetici
riempiron calendari, agende, archivi;
elenchi, liste ed ordini alfabetici,
soggetti, predicati ed aggettivi,
un minestrone in testa gli frullò
ma al nuovo non diceva mai di no!

giovedì 13 febbraio 2025

Il viaggio di nozze di Paganello e Pia

In sul principio del milletrecento,
Messer de’ Pannocchieschi, Paganello,
avea in Maremma un gran possedimento
finanche della Pietra il bel Castello;
e per consorte, suo completamento,
di Siena una fanciulla, il fior più bello;
codesta gentildonna ch’era lei
avea per nome Pia de’ Tolomei!

Dopo le nozze e tutti i cicisbei,
sognò la cara Pia, di fare il viaggio,
dicea: «Da questa piana fuggirei,
a’ dolci colli bramo far passaggio!»
Siccome Paganello, a’ giorni bei,
di Capitan gli capitò un ingaggio,
si profittò del caso fortunato
e giunsero gli sposi a San Miniato!

Qui venne Paganello assai turbato
trovando il guelfo popolo del loco,
il più ‘nfingardo, lento e sfaticato
che lo rendea sovente stracco e fioco;
così, mentr’ei dall’ozio fu appestato,
la Pia passava i dì, qual lieto giuoco,
a passeggiar nella lussureggiante
campagna, ben d’iddio di fiori e piante!

Un buon mattino, poco là distante,
riscontra un uomo che venia cantando,
le si presenta: «d’Alighieri, Dante,
son di Fiorenza, ma ridotto al bando.»
Poi inizia a verseggiar e ‘n quell’istante
il cuor, sente la Pia, senza comando;
sognò per molte notti quel nasone,
accanto a Paganello, il fannullone!

Ma Dante non le dava un’attenzione
perché per moglie avea di già la Gemma,
e la dolente Pia, con delusione
pativa già il ritorno alla Maremma;
quando l’uffizio giunse a conclusione
ripose, Paganello, spada e stemma
montò a cavallo ed esortò la Pia:
«dall’ozio e San Miniato, gnamo via!»

Finisce in questo modo la poesia,
migliori n’han cantate ‘n altri tempi,
scusate se ho voluto dir la mia,
non volli cagionar malestri o scempi;
vo’ dir soltanto che la gelosia
talor compie delitti orrendi ed empi
ma più infelici assai fanno la moglie,
quei che di lavorar non hanno voglie!


Opera dedicata a Pia de' Tolomei
Presentata al pubblico il 13 febbraio 2025 a San Miniato, presso l'Orcio d'Oro
in occasione della mostra d'arte "La muta eloquenza delle donne" di Katia Bassi

sabato 14 dicembre 2024

Il Presepe

Tirare avanti al giorno d’oggi è dura,

non si sa mai che passa oltre la siepe;

più grosse son, le nostre quattro mura,

e più profonde son le loro crepe;

ma se ci fosse un mondo in miniatura

per rifugiarsi, un piccolo Presepe,

potremmo forse ritrovar vantaggio

nell’incontrar qualsiasi personaggio.


Come di Gulliver lo strano viaggio

ci porterà col cuore d’un gigante,

la conoscenza d’un antico saggio,

il dolce senno del lungimirante,

d’un condottiero indomito il coraggio

e giorni lunghi il tempo d’un istante;

i guai sopporteremo, ma tranquilli,

ci peseranno al pari di gingilli.


I vecchi malumori e i tanti assilli,

che, come grandi spade, fanno male,

diventerebber, là, modesti spilli

e non è il solo fatto eccezionale

ché delle trombe giungeran gli squilli

appena viene il giorno di Natale!

E chi, a quel punto, vuol tornare indietro,

rincasi pure, il cuor non è più tetro!

lunedì 14 ottobre 2024

La Grande Traversata Elbana

Se fosse vero ch'io son un maestro
avrei millanta storie da insegnare 
ma il mio vagar mi die' soltanto l'estro
di far due rime contemplando il mare;
all'Elba lo guardai, sinistro e destro,
ed ogni sera mi trovai a cantare
a un pubblico di dieci nuovi amici
che mi parean, per quello, già felici!

Come dipinti dentro le cornici,
godono gli occhi d'ampî panorami 
mentre del bosco ancora le narici
del selvo odor rammentano i proclami;
balza l'orecchio al grido "c'è una bici!",
sfioran, le mani, verdi foglie e rami
e dopo vista, odor, udito, tatto...
tre cene e pure il gusto è soddisfatto!

Ringrazio tutto gruppo così fatto:
Aurelia, Claudia, Manu, Luisa e Mari,
Diletta, Salvo e Thomas, ch'è il più matto,
e infin Costanza e Samu, i due corsari
che alla natura mìser noi a contatto,
lor sì che son maestri da cui impari!
E già che d'imparar s'ha voglia innata...
siam pronti a fare un'altra traversata!

lunedì 15 luglio 2024

Persi ni' verde

A camminar sul Prado e sul Gigante
in compagnia di Samu e la Costanza
nei dì di luglio tra le verdi piante
tra fiori, pietre e... talpe in abbondanza!
Fatica sì, ma di risate, tante
e in cuor ci resta un'esperienza ganza
con nuovi amici conosciuti appena
ma già affiatati, co' una sola cena!

Andrea che imbocca a forza la "Serena"
e il giorno dopo è assente per l'appello!
Gian Paolo, detto Carlo, a borsa piena,
ci vizia con crostata e indovinello!
La Cate, silenziosa, si scatena,
si butta fra i mirtilli sul più bello!
La Dile, cui non manca la parola,
tutta la sera canta a squarciagola!

Costanza, ch'è per profession pignola,
rammenta che si paga a parte il vino!
E Samuele, ch'era bravo a scuola,
attacca col pippon di Leboino!
Ed io, che non ne faccio mai una sola,
rincorro il tempo che mi die' il destino
ma corri corri, l'unico obiettivo
nella natura, è di sentirsi vivo!

domenica 7 luglio 2024

Moti Carbonari

1.
Vi vo’ cantar di Moti Carbonari
nata di giugno, figlia dell’Estate
per ritrovar co’ propri volontari
le strade che negli anni avean scordate
i cittadini a San Miniato, ignari
di quanta storia c’è sotto le arcate
che sostenean le mura d’un castello
or badano un selvatico orticello!

2.
Inizia nel duemiladieci il bello,
si firmano statuto e convenzione
e armati di piccone e di coltello
si tagliano le canne sul ciglione
così quel panorama da acquerello
si mostra al cuore colmo d’emozione
e fa pensar, guardandoci la faccia,
abbiam le idee, ci servono più braccia!

3.
Ma se credete questo non ci piaccia
sbagliate perché abbiam la mente sana,
strappare con le mani un po’ d’erbaccia
almeno un paio d’ore a settimana
nel vicolo che San Miniato abbraccia
è fonte d’una forza sovrumana
che fa campare ben fino a cent’anni
è dimostrato, non ci sono inganni!

4.
Domenica vestite i nostri panni
ve lo chiediam così per cortesia,
l’attrezzi ce l’abbiamo nei capanni
c’è solo da portare l’allegria,
può farvi ben, di certo non fa danni
un po’ di sana vicolterapia
così l’abbiam chiamata questa voglia
non è un lavoro, mica vi s’imbroglia!

domenica 19 maggio 2024

Cinquantuno

Per festeggiar l'età che mi matura
scelsi il prosecco, mica il sassicaia
e di riviver fiero l'avventura
che già mi rese uomo, ossia la naia!
Ho un'amicizia che da allora dura
in quella terra 'n do' governa Zaia
pertanto questi versi, tutti e otto
son dedicati a lui, Loris Ziliotto!

Ma mentre festeggiavo con il botto
duecento e passa amici fesbucchiani
hanno pensato lieti a 'sto vecchiotto
e m'han mandato auguri a piene mani!
Così ritorno a casa più barzotto
nella mi' terra 'n do' governa i' Giani
e con quest'altra ottava scritta a braccio
vo' dedicare a voi un grande abbraccio!

sabato 23 marzo 2024

La lieta convivenza

Contrasto in ottava rima tra un uomo ed un uccello

1.
Oh rondine che annunci Primavera!
Svernasti in chissà qual remoto lido,
qui nell’udirti cinguettar sì fiera
m’assale un dubbio strano e ci sorrido;
or dunque tu rispondimi sincera,
ma come fai a ritrovare il nido?
Senz’una mappa e un piccolo cervello,
tra tanti nidi, torni sempre in quello!

2.
Da sempre l’uomo ha invidia dell’uccello
e si domanda, con suo gran tormento,
come si possa, in mezzo a quel macello,
volar con tanta grazia e orientamento;
tra mucchi di rifiuti nel ruscello
e strade trafficate di cemento!
Rispetta la tua terra, te ne prego,
magari un giorno, come fo, ti spiego!

3.
Del senno d’un beccuto me ne frego,
so già come volar molto più in alto,
ci vuole spazio a contener quest’ego
e lunghe piste di catrame e asfalto;
per fare un razzo, molto tempo impiego
e, per un breve volo, faccio un salto!
Non m’han dotato d’ali sul groppone
ma con la testa, reggo il paragone!

4.
Su ciò, di dubitar, non v’è ragione,
ammirano, i piccioni e le colombe,
il genio sopra ad ogni tua invenzione,
dagli aquiloni a intelligenti bombe!
Ma se vogliam trattar di migrazione,
la tua categoria, ahimè, soccombe!
Noi non abbiam permessi di soggiorno,
siam liberi, in andata ed in ritorno!

5.
Se non sei lesta a toglierti di torno,
appena s’apre il tempo della caccia
può darsi tu finisca dentr’un forno
e che a più d’un la cosa non dispiaccia;
tu avrai patate arrosto di contorno,
io boria d’un fucile tra le braccia
e come se un domani non ci fosse,
facciamo a chi le spara ognun più grosse!

6.
Un forno con ardenti fiamme rosse
tra un po’ diventerà tutto il pianeta
se séguiti a sbagliar tutte le mosse
e tutto consumar senz’una meta;
tu sprechi l’acqua, inquini fiumi e fosse
ma quando finirà, chi ti disseta?
Ti toccherà migrare, chissà dove,
oppur pregare; un dì, magari, piove!

7.
Posso volar, se voglio, fino a Giove!
Pria di partire, lascia il mondo in pace!
Posso inventar, se voglio, cose nuove!
Un’arma che guarisce, sei capace?
La tua delicatezza mi commuove!
Porto rispetto, mica son rapace!
Finiamo questo inutile litigio,
la lieta convivenza è un bel prodigio!

giovedì 14 marzo 2024

Formalità

Stamani ho ricevuto una mail dalla banca di questo tenore:
"Sono lieto di informarLa che il Consiglio di Amministrazione di questa banca ha deliberato il trasferimento in Suo favore del patrimonio della socia defunta..."
Immediatamente, ho provato un gran fastidio nell'immaginare "lieto" l'autore di tale frase riguardante l'eredità della mia, ahimè, defunta moglie.
Una formalità. È solo una formalità, mi son detto.
Suppongo che lo stesso incipit venga utilizzato indifferentemente per annunziare l'ultima rata del mutuo come il pignoramento della tua casa.
È un banale copia-incolla. Lascia perdere, mi son detto.
Macché, alla fine non ho resistito dal rispondere, in maniera garbata, ma facendo notare l'indelicatezza. Suppongo che l'ufficio di segreteria abbia poi cestinato la mia mail, avendo ovviamente cose più importanti cui pensare.
Formalità.
Mi è venuta in mente una frase che avevo letto pochi giorni fa in un atto notarile del 1950 e sono andato a ricercarla:
"Il Signor... volendo soddisfare i suoi figli e dimostrare loro il suo affetto, intende donare loro il suo patrimonio..."
Considerando la natura formale del documento, mi sono domandato perché il notaio abbia voluto specificare l'intima motivazione del donante nel trasferire i suoi beni ai figli.
Nella mia quasi trentennale esperienza lavorativa, non m'è mai capitato che un notaio scrivesse frasi simili, che peraltro nulla incidono sugli effetti giuridici degli atti.
Certo è che i donatari di quell'atto del 1950, quando hanno potuto rileggere quella frase, non hanno provato alcun fastidio, anzi!
Tant'è. In fondo, anche in quel caso si trattava solo di una formalità.

martedì 20 febbraio 2024

Nozze di pizzo

Così ritorna ancora come un guizzo
il giorno venti, nostro anniversario;
orsono tredici anni e sul datario
è scritto che le nozze son di pizzo.

Stasera avremmo avuto schiribizzo
d’una cenetta fuor dall’ordinario
ma tutto volge adesso all’incontrario
e nel ricordo il cuor mi si fa vizzo.

S’è vero che mi vedi dal tuo cielo
vorrei mi dedicassi quel sorriso
stasera, almeno in sogno, chiedi a Dio.

Così s’adorna almeno questo velo
non più con altre lacrime sul viso
ma d’un grazioso pizzo, amore mio.


in memoria di Edi

domenica 21 maggio 2023

Balle da bere, filmagia e maialin

Un roseo maialin incinghialito,
salendo da Gargozzi, s’è perduto
e appena giunge al Vicolo fiorito,
un cittadin lo vede e grida: «Aiuto!»
Il maialin fa sgrunf tutto ‘mpaurito,
e l’uomo piglia un legno biforcuto!
Il poveretto tira su le spalle,
com’un baccello, pronto pe’ toccalle!

Il cittadin gli fa: «Ritorna a valle!
Il Vicolo è un passeggio da signori;
le bestie devon stare nelle stalle
oppure in bosco, insieme a’ cacciatori!»
Il maialin, udendo queste balle,
non può più stare zitto e dà di fuori:
«Vuoi darmi a bere che ami il tuo giardino
e ‘ntanto tu ci scarichi il bottino!

Pocanzi ho visto un posto, qui vicino,
dove c’è un gran disegno divertente!
La chiocciola, la volpe, il porcospino,
l’uccello, la lucertola, il serpente!
Ormai lo capirebbe anch’un suino;
in questa terra, ogni essere vivente,
a parte qualche caso eccezionale,
di fronte alla natura, conta uguale!»

Ciò detto, il cittadin ci resta male,
un po’ per la figura da villano
e poi ché non credeva che un maiale
potesse chiacchierar com’un cristiano!
E da quel dì, si dice che quel tale
va raccontando a tutti il fatto strano
così, su quel che pare una magia,
ci scriveranno un film e una poesia!

giovedì 18 maggio 2023

I prossimi cinquanta

In questo giovedì diciotto maggio,
non pare ver, ma faccio cinquant’anni!
Dovrei, a questo punto del mio viaggio,
fare il bilancio di successi e danni
ma non vorrei sembrar un vecchio saggio,
rimango volentieri ne’ mi’ panni
e visto che di fantasia n’ho tanta,
immagino i miei prossimi cinquanta!

Se mi protegge Eurosia, quella santa,
ho da pensare a tante associazioni!
Al vicolo avrò cura d’ogni pianta
e mi farò le canne su’ ciglioni!
Coi musici alle feste, poi, si canta
finché ci sarà fiato nei polmoni
e per serbare corpo e mente sana,
farò duecento vasche a settimana!

Io mangio tutti i giorni una banana
però, da lunedì, mi metto sotto,
comincerò una dieta molto strana:
Bistecca sulla brace e lampredotto,
il cinque e cinque con la melanzana,
la pizza, il sushi crudo e quello cotto!
Onnivoro, mi fece la mi’ mamma,
sinceramente, non ne faccio un dramma!

Del nome mio, curioso è l’anagramma:
«Guardini Alessio» è «Lui a sognarsi Edi»!
Arde d’amor, perciò, la nostra fiamma
e girelliamo il mondo, senza eredi!
Tant’altre mete sono già in programma
in volo, in treno, in auto, in bici, a piedi;
faremo la Francigena in cammino
per Roma, con partenza da Torino!

Ne’ prossimi cinquanta, il mio destino
magnifico, sarà di far lo zio;
ho da insegnare al primo nipotino
quel po’ di genio che mi diede iddio;
sarà come restar sempre bambino,
che, in fondo, è sempre stato il mio desìo;
potessi, ogni domenica farei
di scacchi e di subbuteo, tre tornei!

Ma ci ho da lavorar co’ soci miei;
rilievi, compravendite e progetti,
faccende di clienti un po’ babbei,
confini da segnar con i picchetti!
Poi verrà il giorno, ma un ci spererei,
andrò in pensione, sempre che mi spetti;
magari, allor, sarò ricco sfondato
e comprerò la Rocca a San Miniato!

Della Consulta lascerò il mandato,
ormai di ruoli inutili son stanco;
a Sindaco, sarei un bel candidato,
almeno qualche cosa forse impanco!
Ma, per fortuna, non sarò votato,
ragion per cui non ho un capello bianco,
perché da certe beghe, resto fuori
e poi, non so distinguere i colori!

Accoglierò turisti e viaggiatori,
d’incasinarmi, troverò il sistema,
diventerò famoso tra gli attori
e scriverò in ottave il mio poema,
farò le buone azioni e grandi errori,
cagionerò e risolverò il problema
o forse andrà a finir che m’accontento
di star sereno e… qualche cosa ‘nvento!