giovedì 25 dicembre 2025

La saponetta

Che ci puoi far con una saponetta…
Lavare via i dispetti dalle mani,
che han fatto ieri, che faran domani
e forse fai adesso… dunque aspetta!

Strofina quelle dita senza fretta
e quando, palmo a palmo, vi rimani,
si scioglieranno quei pensieri strani,
la pelle mai restò più chiara e netta.

È questo tutto ciò che vo’ augurare,
un gesto naturale di bellezza,
un gesto di sereno benestare;

con quella saponetta, dunque, apprezza
quel che le mani sanno poi donare…
l’amore d’una semplice carezza.

venerdì 5 dicembre 2025

Per i tre anni di Lorenzo

Un giorno imparerai tante parole
che, messe in fila, ci saran comprese
e quei che dicon ora… “par cinese!”
ringrazieranno chi inventò le scuole.

Un giorno leggerai queste poesiole
dettate da uno zio, senza pretese
e quel che (penserai) non ti sorprese,
al cuor darà calore, più del sole.

Un giorno affonderai nel mare, a fondo,
un altro salirai sul monte, in cima;
imparerai com’è infinito il mondo.

Meriterai rispetto, onore, stima
e quella storia che farà da sfondo
un giorno scriverai, magari in rima.

giovedì 11 settembre 2025

Guide Vaganti

1.
Si narra la vicenda appassionante
di quattro carinissime ragazze
che, pria del ventidue, negli anni avante,
non s'eran viste mai per strade o piazze;
non stava, l'un dall'altra, poi distante
ma le lor vite avean diverse razze,
chissà se il fato od entità divina
medita prima, quel che poi destina!

2.
Le quattro bimbe sulla quarantina
si ritrovaron nella stessa stanza
con la comune voglia repentina
d'aprire nuova via all’età che avanza:
“piacere, Dania, piacer mio, Martina,
piacere Gemma, piacer mio, Costanza”
e toste, principiaron le lezioni
per diventare guide da escursioni!

3.
Passaron nove mesi di passioni
durante i qual, magnifica alchimia,
l’impegno, con fatiche e dedizioni,
si muta, l’un per l'altra, in simpatia
e ognuna, pur diverse le ragioni,
scoprì d'aver percorso stessa via
verso un’idea confusa nella mente
che tuttavia pareva divertente!

4.
Finì, con l’anno, il corso e finalmente
ottennero il diploma tanto ambìto
restando con un dubbio impertinente:
“che me ne faccio, or ch’è tutto finito?”
Il treno, come capita sovente,
va preso al volo pria che sia partito
così, trascorso solo qualche mese,
il gruppo, a ritrovarsi ancor s’intese!

5.
Tra un té alla menta e un piatto tofunese,
l'astratta idea trovò realizzazione
quando Costanza alle colleghe chiese:
“allora, la facciam l’associazione?”
Seguirono altri incontri a più riprese,
nello statuto scrisser la missione
infin, con voto unanime e sognanti
scelsero il nome e fu “Guide Vaganti”!

6.
Il ventisette maggio, spumeggianti
partiron dagli scogli a Calafuria
con numerosi amici ed eran tanti,
fu quello il primo trekking, che goduria!
E là promiser che negli anni avanti
ci torneranno sempre, senza incuria,
a ricordar l'avvio dell'avventura
che gli donò, l’amor per la natura!

7.
Organizzar cammini è cosa dura,
richiede tempo libero e memoria,
van fatti sopralluoghi con gran cura,
c'è da studiar la geografia e la storia;
ma tutto questo non gli fa paura
ché come ricompensa c'è la gloria
e l’energia trasmessa e positiva
di gente soddisfatta e ancora viva!

8.
Da allora van con ogni comitiva
per fiumi, laghi e magiche cascate,
de’ monti in cima, al mare sulla riva,
autunno, inverno, primavera, estate;
un po’ di yoga, qualche iniziativa,
gite di scuola e ottave improvvisate,
dalla Maremma fino alle Apuane
per il Valdarno e l’ isole toscane!

9.
Vivaci fiori, boschi, mura urbane,
monumentali gli alberi sul colle,
i ruderi di civiltà lontane
e un termos di caffè nelle tracolle;
stelle cadenti, genti molto strane,
le sbornie con la birra di Serpiolle,
indovinelli, burle e scivoloni,
risate ed ogni sorta di emozioni!

10.
Cosa faran domani, non siam buoni
a immaginar quel che gli passa in testa,
se diverrà un lavoro e fan milioni
oppure un hobby, come adesso, resta;
ci basta un calendario di escursioni
mese per mese e ancor faremo festa
e che rimanga l'unico dilemma:
partir con Dania, Costy, Marty o Gemma?

mercoledì 9 luglio 2025

Classic Pop

Sono a narrar d’un gruppo di cantanti
sì come ce ne sono da ogni parte
però codesti son di tutti quanti
migliori nell’adoperar quell’arte;
intanto c’è da dir che sono tanti
e ci hanno un nome scritto sulle carte,
son già dieci anni ch’è dovunque in ballo:
i Classic Pop… di via Capocavallo!

Se pensi ad un’orchestra, cadi in fallo,
non suonano chitarra o batteria
ma cantano dal liscio al rock metallo
e alla consolle ci son Luca e Lucia;
che seguon dalla sigla all’intervallo,
le luci, mix, microfoni e regia
coi tecnici, a montar con proprie mani,
Mariano, Andrea e Luca Veridiani!

Gridato il “merda”, ormai secondo i piani,
i Classic sono pronti a pigliar fasti
e come non ci fosse più un domani
sul palco sale il conduttore Masti;
la solita battuta sugli anziani
e poi dà sfogo a’ pochi ormon rimasti
chiamando accanto a sé, il presentatore,
Matilde e Joyti in tutto il lor splendore!

Da lì in avanti per un paio d’ore
è tutto un susseguirsi d’emozioni,
c’è un tema come filo conduttore
che puoi goder non sol con le canzoni;
scenografie e costumi dàn colore
per uno show ch’è senza paragoni,
curato nei dettagli più minuti
dalla maestrina Giulia Benvenuti!

Arrivano i cantanti compiaciuti,
principiano a intonare i motivetti,
in rima ve li rendo conosciuti
a cominciare intanto dai maschietti;
il primo cui rivolgo i miei saluti
è forse quel che meno te l’aspetti
perché lavora in banca ma ha per vizio
cantare non per soldi ed è Fabrizio!

Ed ora lo spettacolo abbia inizio,
dalla platea si levi forte un grido
quando sul palco sale su quel tizio
che par Tony Manero, invece è Guido;
e poi, se proprio vuoi levar lo sfizio,
il sogno d’ogni femmina ti affido
intona un “bamboleo” ch’è senza pari
e danzan tutti con Andrea Di Bari!

D’ogni teatro si aprono i sipari
al cantautore che tra un po’ vi dico,
i suoi vocali paion notiziari
ma quando canta fa sognare, Enrico;
e se vuoi rider come coi giullari,
c’è un personaggio ch’è di tutti amico,
pare un fornaio ma Alessandro Pucci
sforna battute invece dei cantucci!

Finisce dunque a vino e tarallucci
dei Classic la compagine maschile
di cui bisogna dir, nessun si crucci,
ci sanno fare ed hanno garbo e stile;
ma d’ora in poi in un angolo s’accucci
perché ho da presentare nel cortile
color che son davvero le colonne
del gruppo ovverosia le donne!

Quand’era in fasce ancor col biberonne
l’Aida già cantò alla parentela
ed or che porta pantaloni e gonne
si veste ancor da mummia ed è Michela;
poi c’è chi può passar la notte insonne
da Pipitone a lume di candela
e, del concerto, ancor l’adrenalina
si gode con la compagnia, Marina!

Arriva adesso questa sorellina
e pensi che cantar non le riesca
ma scopri nel guardar tant’è carina
la voce melodiosa di Francesca;
poi giunge lei, con passo da regina,
con l’eleganza e la bellezza fresca
e stai attento che neppur ti avvisa,
tu vedi la Madonna, con Elisa!

Or si presenta rapida e improvvisa
codesta meraviglia di persona
tra le cicale fa venir le risa
e il pubblico già balla con Simona;
infine la più giovane e precisa
sale sul palco e la sua grinta dona
e dato che il suo nome non fa rima
vi dico questa è Ambra e faccio prima!

Come d’un monte quando sali in cima
e incontri il vero senso della vita
ecco quassù chi merita la stima
d’ogni persona dianzi riferita;
perciò lasciate che gran gioia esprima
nel dedicare questi versi a Rita
ché grazie a lei la musica ci piglia
e ci riunisce come una famiglia!

Vorrei concluder questa meraviglia
citando anche color che han meno spazio
le mogli, i fidanzati, figlio e figlia,
la Monia con appresso Gino e Orazio;
Daniele che ci scatta e ci ripiglia,
Giovanni che ci rende il cuore sazio,
insomma tutto questo ben di Dio
di cui, per grazia, faccio parte anch'io!

venerdì 21 marzo 2025

Colui che non sapeva dir di no

Si narra questo fatto un po’ ridicolo
e che a qualcun potrà sembrar non vero,
non corre, chi ci crede, alcun pericolo
e tutt'al più cadrà, di giù dal pero;
c'è un uomo che passeggia lungo un vicolo
di cui si può giurar che sia sincero
ma difettoso iddio lo generò,
perché non era idoneo a dir di no!

Quando comparve in questo luogo vivido
in cui girella ognor così giocondo,
volle provar senza timore il brivido
di far quante più cose sono al mondo;
come le botte, quando lascian livido,
pigliò un'idea da tutti nel profondo
e a chi qualcosa in cambio domandò,
rispose sì, non conosceva il no!

Col tempo, quella insolita abitudine
divenne da gestire un gran bordello,
pareva intrappolato sull'incudine
a prender tutti i colpi del martello;
temendo di soffrir di solitudine,
usava prima il cuore, poi il cervello
e forse qualche d'un s'approfittò,
dell'avversion ch'avea nel dire no!

Non gli giovava né teoria né pratica
per imparare l'arte del rifiuto,
studiava giorno e notte la grammatica
ma della nota sillaba, era muto;
fra tutte gli restava più antipatica,
peggior che trattenere uno starnuto,
partiva con “ci penso, ancor non so”
e poi alla fine non diceva no!

I giorni suoi divennero frenetici,
sia fossero feriali sia festivi,
impegni letterari ed aritmetici
riempiron calendari, agende, archivi;
elenchi, liste ed ordini alfabetici,
soggetti, predicati ed aggettivi,
un minestrone in testa gli frullò
ma al nuovo non diceva mai di no!

giovedì 13 febbraio 2025

Il viaggio di nozze di Paganello e Pia

In sul principio del milletrecento,
Messer de’ Pannocchieschi, Paganello,
avea in Maremma un gran possedimento
finanche della Pietra il bel Castello;
e per consorte, suo completamento,
di Siena una fanciulla, il fior più bello;
codesta gentildonna ch’era lei
avea per nome Pia de’ Tolomei!

Dopo le nozze e tutti i cicisbei,
sognò la cara Pia, di fare il viaggio,
dicea: «Da questa piana fuggirei,
a’ dolci colli bramo far passaggio!»
Siccome Paganello, a’ giorni bei,
di Capitan gli capitò un ingaggio,
si profittò del caso fortunato
e giunsero gli sposi a San Miniato!

Qui venne Paganello assai turbato
trovando il guelfo popolo del loco,
il più ‘nfingardo, lento e sfaticato
che lo rendea sovente stracco e fioco;
così, mentr’ei dall’ozio fu appestato,
la Pia passava i dì, qual lieto giuoco,
a passeggiar nella lussureggiante
campagna, ben d’iddio di fiori e piante!

Un buon mattino, poco là distante,
riscontra un uomo che venia cantando,
le si presenta: «d’Alighieri, Dante,
son di Fiorenza, ma ridotto al bando.»
Poi inizia a verseggiar e ‘n quell’istante
il cuor, sente la Pia, senza comando;
sognò per molte notti quel nasone,
accanto a Paganello, il fannullone!

Ma Dante non le dava un’attenzione
perché per moglie avea di già la Gemma,
e la dolente Pia, con delusione
pativa già il ritorno alla Maremma;
quando l’uffizio giunse a conclusione
ripose, Paganello, spada e stemma
montò a cavallo ed esortò la Pia:
«dall’ozio e San Miniato, gnamo via!»

Finisce in questo modo la poesia,
migliori n’han cantate ‘n altri tempi,
scusate se ho voluto dir la mia,
non volli cagionar malestri o scempi;
vo’ dir soltanto che la gelosia
talor compie delitti orrendi ed empi
ma più infelici assai fanno la moglie,
quei che di lavorar non hanno voglie!


Opera dedicata a Pia de' Tolomei
Presentata al pubblico il 13 febbraio 2025 a San Miniato, presso l'Orcio d'Oro
in occasione della mostra d'arte "La muta eloquenza delle donne" di Katia Bassi